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un contributo dei detenuti del Carcere della Dozza
PRIMA E VERSO IL CLOWN
siamo stretti fra quattro mura, riusciamo a trovare il modo di ridere e divertirci grazie a questo nuovo corso.
mura che stringono e provano a soffocarti ma non riescono, però possono piano piano farti dimenticare le tue capacità e la tua parte migliore fino ad arrivare al punto di scordare il valore della vera vita.a questo corso e ai maestri Massimo e Cristina abbiamo finalmente il modo di divertirci e buttare fuori l'angoscia.
le volte facciamo giochi ed esercizi differenti e semplici ma sono molto significativi perché ci permettono di lucidare e sviluppare la nostra parte positiva e aiutare a caricare una forza fisica e morale: giochi che insegnano molto e aumentano la capacità mentale altri giochi fisici che aiutano il corpo ad avere una forza maggiore e muscolatura migliore effettuando movimenti diversi.quello amici non ci stanchiamo mai di giocare e certamente ognuno di noi ha fatto qualche sbaglio per trovarci qui, ma sicuramente la maggior parte
sono stati quasi costretti a infrangere le regole per motivi diversi e non tutti hanno scelto la strada sbagliata ma qualcuno ha solo perso quella giusta.siamo privati della libertà e dell'affettività ma siamo liberi di sperare.che questo corso è in fase di sperimentazione, spero che possa dare risultati positivi e che duri molto a lungo, così anche le persone che arrivano dopo di noi avranno le stese possibilità di imparare, divertirsi e provare belle emozioni, e sentirsi liberi anche se solo per poche ore.à… forse qualcuno di noi diventerà come Mr. Bean.
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Importanza del maestro
attività svolte con Ginevra sono state molto diverse da quelle di Andrè. Andrè ci riprende ogni qual volta la nostra espressione del viso tradisce quella del corpo e cerca di prevalere, insistendo su una maschera neutra. Invece Ginevra cerca di trasmetterci la parte più “energica” del clown, ricercando l'improvvisazione attraverso l'espressione del volto, della voce e ovviamente anche del corpo. E' un approccio che ci esorta a conoscere tutte le nostre potenzialità espressive al fine di trovarne delle preferibili.
Inoltre Ginevra ha lavorato su altri aspetti non meno importanti come il ritmo, la musica e gli aspetti coreografici.
FOSSA DEI CIARLATANI
Purtroppo non c'è stato tempo sufficiente per fare il l'esercizio basilare del loro percorso (neanche io l'ho fatto). Vorrei avere l'opportunità di farlo perché mi piace molto l'approccio ludico basato sulla coppia bianco/rosso.
Pur mettendoti in seria difficoltà ti lasciano sempre aperta una via di uscita, quella del gioco. Lasciando aperta questa porta il clown può salvarsi in qualsiasi situazione…basta volerla percorrere mettendosi totalmente in gioco tutte le volte!
ammettere che, nonostante abbia risposto in modo sufficientemente positivo a tutti questi esercizi, mi sento un po' confuso.ricevuto molti stimoli e alcuni apparentemente in contraddizione tra loro.esempio mi reca difficoltà il fatto di dover ricercare la “stupidità” con André solo attraverso il corpo e con i Ciarlatani usandolo insieme ad altri strumenti. In particolare ho trovato duro passare nello stesso pomeriggio in entrambe le lezioni.comunque che in tempi più maturi il tutto risulterà più chiaro.percorso mi ricorda i viaggi di Gulliver: solo dopo il naufragio del nostro essere, delle nostre emozioni, convinzioni, pregiudizi e aspettative, riusciremo attraverso diversi e svariati approdi a giungere alla nostra meta.
di lavoro con Cecilia Maraviglia
(16 settembre 2006)
giornata di lavoro in realtà è stata soltanto un pomeriggio…che peccato!confessare che all'inizio avevo un po' di difese e pregiudizi rispetto al lavoro di Cecilia. Quando abbiamo iniziato il tutto partendo dalle figure di aspetto astratto che raffiguravano ovuli ed embrioni, mi è sembrato tutto assurdo. Un discorso gratuito! Poi abbiamo intrapreso gli esercizi pratici e a partire da quel momento ho iniziato a capire che tutto il parlare aveva un senso, ritornava ed era collegato.
pratica:
sdraiati per terra - posizione comoda (musica piacevole e tranquilla) - occhi chiusi o aperti - ogni tanto muovere qualche parte del corpo cercando la comodità - si rallenta il respiro - lo sguardo va fuori e vede se stesso da sempre più lontano - dopo qualche minuto, alzarsi lentamente in modo comodo
in piedi - camminare per lo spazio e sentire la pulsazione del corpo - è possibile muoversi a piacere ma bisogna sentire la pulsazione del corpo
musica ('s raining men) - ballare come si vuole - massimo dell'eccitamento
coppie: uno è sdraiato per terra, rannicchiato comodamente - deve rotolarsi (movimento di apertura e chiusura del bacino accompagnato dalle gambe) fino ad un certo punto della sala - quello che è per terra parte e il compagno li sta di fronte (prima a la mano su di lui) accompagnando il rotolamento - è importante non spingere ma nemmeno lasciarlo da solo - quando si arriva al punto in cui bisogna fermarsi, passano alcuni istanti prima di scambiare ruoli - i due hanno in qualche modo i loro corpi in contatto e uniscono i ritmi del respiro - quando sono pronto si scambiano e si ripete il rotolamento
trio: la coppia ripete il meccanismo del rotolamento ma dall'altro lato una persona li aspetta inginocchiata - lo sguardo tra quello che aspetta (3) e quello che accompagna il rotolamento (1) è in contatto - è quello che si rotola (2) che avvia l'esercizio appena si sente pronto - dopo due o tre giri del rotolamento 1 impedisce 2 di rotolare tenendolo con le bracca - 2 deve mettere il massimo dell'energia per rotolare e arrivare a 3 - quando ci riesce rallenta e va lentamente verso 3 (che lo aspetta con le braccia aperte) fino ad avere un contatto con lui (sdraiato nelle ginocchia oppure soltanto toccandolo con un braccio o la testa) - quando si sente pronto 2 si alza lentamente e si mette di fronte a 3 guardandolo negli occhi - 3 a sua volta ha ancora lo sguardo in contatto con 1 - tutto deve essere ripetuto scambiando i ruoli
teorica
agli esercizi, Cecilia ha parlato un po' dei suoi studi fatti in relazione alla nascita e alla concezione dell'uomo. Seguono alcuni aspetti:
dalla concezione dell'uomo iniziano le pulsazioni di apertura e chiusura fino a 4,5 ore dopo la morte
apertura e chiusura fanno parte del percorso dell'uomo ( troppo chiuso non va da nessuna parte, troppo aperto si distrugge)
atteggiamento di aiuto non richiede troppo avanzamento ma il semplice fatto di esserci ed essere attento
sguardo e attenzione verso il campo e non verso le persone
Zaki
SPETTACOLO DI SLAVA POLUNIN-SNOWBALL
con occhio generalista….:spettacolo con scenografia e costumi ricchi di espedienti che rendono onirica l'ambientazione e comiche le movenze.coinvolgimento del pubblico è curato e ampio fin dall'inizio, con punte di sogno o eccitazione collettive inserite nell'insieme in modo “fluido”, quindi ancora più efficaci.tempi sono bel calibrati, con eventi che, anche minimi, si succedono in modo continuo trasportando lo spettatore in un sogno ricco di personaggi indefinibili (animali/alberi/spiriti) comunque non umani.
con occhio (aspirante) tecnico….:imparare l'uso dei tempi e dello spazio/palco, in assenza di parole, con movimenti accuratamente misurati.costumi fanno pensare a possibilità di utilizzo (cambio di statura con le palandrane, cappelli che possono sembrare aerei/ali/orecchie) che poi , incanto, si avverano!'insieme delle scene e degli eventi fa parte di uno spettacolo vero e proprio, non di uno o più “numeri” di clownerie, molto curato anche se basato su componenti semplici (rendere la neve con una muraglia di cotone a materasso!).rotture del ritmo sono ben dimostrate, così come i movimenti stereotipati: gli elementi detti a lezione si ritrovano anche se inseriti nella struttura di un vero spettacolo.
“LA SEDIA”………..DI ANDRE'
Il corso era iniziato già da alcune lezioni e, dopo le prime necessarie nozioni di respirazione, postura, conoscenza dello spazio corporeo nostro ed altrui, ecco arrivare una nuova “sfida” da affrontare singolarmente.così non si può ben capire l'entità della prova a cui a turno eravamo “caldamente invitati”, ovvero obbligati, a sottoporci sotto gli occhi giudici dei nostri compagni e del “creativo Andrè”.ecco, che con la sua calma serafica, ma ben sapendo in che pasticcio emotivo voleva farci entrare (un piccolo assaggio lo avevamo già avuto alla prova pratica per l'accesso al master…..e speravamo fosse finita lì !!!...e invece no, il calmo uragano Andrè ci avrebbe travolto…!), si appresta a farci sedere per terra da una parte della stanza lasciandone libera un'ampia parte.questo punto, quando siamo tutti sistemati comodi ed ignari di quello che di lì a poco ci capiterà si appresta a prendere una sedia, collocandola nel centro dello spazio rimasto vuoto. aver sistemato la sedia ed essersi successivamente seduto insieme a noi, ma da un lato della stanza dove la sua visuale era migliore, ecco che fa la fatidica (che sarà poi inquietante domanda) “CHI VA?”., nessuno di noi era ancora informato di cosa avremmo dovuto fare e soprattutto perché quella sedia troneggiava al centro della stanza, in quanto Andrè non ci aveva ancora svelato l'arcano!nostra comoda platea, si sono levati alcuni “vengo io!”, e a quel punto il più rapido ad alzarsi è stato il “vincitore” della simpatica e gioiosa prova.appena il malcapitato volontario è stato vicino alla sedia, il diabolico Andrè ha impartito le direttive del compito: “come nella prova di selezione, devi fare qualcosa utilizzando solo il tuo corpo, senza alzarti, muoverti, mimare oggetti inesistenti, parlare, etzetera…”scopo era di vedere come ce la cavavamo in quella situazione e cosa la nostra creatività ci portava a fare.è prevedibile, il compito non era facile e tanto meno corto nel tempo! Infatti, il perfido, ci lasciava sulla sedia abbastanza a lungo perché un secondo ci sembrasse un anno!ecco che, come è giusto che sia, arriva anche il mio turno.ed arrivare alla “malefica sedia” mi è sembrato il tragitto della Bologna - Milano da percorrere a piedi, anche se erano solo pochi passi.mano che vedevo avvicinarsi la sedia, sentivo crescere l'arsura, le gambe diventavano due tronchi di legno con annesse radici, la sudorazione aumentava in modo spropositato (….e per fortuna che eravamo in inverno…!!!), sentivo centinaia di occhi su di me e nella mia mente immaginavo i pensieri di compagni sadici (che non erano però i miei) “…ok Cri, facci vedere cosa sai fare su quella dannata sedia, con il tuo enorme posteriore che straborda dalla seduta…!”. Per fortuna nessuno ha parlato, anche perchè prima o poi, toccava a tutti la scomoda prova.siedo, come in un film fantozziano e, mentre Andrè impartisce anche a me le indicazioni del caso, percepisco la sua voce lontana, ovattata, mentre la mia mente cerca nei cassetti dei ricordi televisivi, ma soprattutto della fantasia, una possibile performance da proporre.è finisce di parlare e ora tocca a me fare la prova, ma sono impietrita, guardo i volti dei miei compagni, braccia e gambe sono ora diventate granitiche e non riesco a proferir parola.di smantellare tanta rigidità corporea ma l'impresa non sembra facile., dopo per me interminabili secondi di rigidità, mi viene l'idea più banale che possa escogitare la mente umana: riproporre la prova fatta alla selezione.fondo, penso, i miei compagni non l'avevano vista, e speravano di non dover vedere mai credo, la mia “donna cannone”. Alla selezione sono stati “deliziati di tanta orribile vista” solo Andrè ed il povero prof. Battistelli, che certo non immaginava un tale scempio.armo di tutta la mia buona volontà, con salivazione sempre più azzerata, e comincio timidamente la mia performance, sperando che il tempo passi fulmineo, che tutti abbiano una temporanea cecità con perdita di memoria, per non vedere né tanto meno ricordare un tale obbrobrio.mie speranze sono tutte vane: il tempo non passa mai e tutti sembrano essere ben lucidi e attenti a quanto accade sulla ormai corale “odiata sedia”.sento completamente in balia dell'ansia, il cuore va a mille, la pressione, se va bene, me la può registrare solo la NASA, la salivazione è ormai un lontano ricordo e la vista si sta facendo di nebbia. Per il resto va tutto da favola!“terribile Andrè”, facendo la parte dell'esigente oltre ogni limite, anziché far durare il mio scempio pochi secondi, lo prolunga per minuti e, quando mi dice che posso tornare al mio posto, lasciando spazio ad un altro malcapitato, ecco che accade il secondo round della mia “tragica sedia”.riesco ad alzarmi subito, sento nuovamente le parole ovattate, ci metto un po' a realizzare che sì, è finita l'ardua impresa di scalare “la sedia Everest” a mani nude e con pantaloncini e canotta!!riesco a tornare un esserone umano, mi alzo lentamente mentre il mio sguardo fruga un posto libero dove sedermi fra i miei compagni.prova è definitivamente finita.sono sentita come spogliata di forze, volontà, pensieri ed abiti. E' una sensazione di nudità totale che dagli abiti passa all'anima, mentre dall'anima arriva agli abiti.mi sono seduta tra i miei compagni pensavo che prove così “invasive” non ne avremmo più fatte.l'ingenua si sbagliava, o forse il “sadico Andrè” aveva già ben chiaro nel suo programma di docente, quante altre occasioni proporci per metterci, come dire, nelle grane emotive., più in là nel tempo, ci avrebbe proposto un altro simpatico giochetto, che consisteva nell'entrare dalla porta come se stessimo entrando in una situazione a noi ben nota e che in qualche modo stavamo cercando: invece, dietro alla porta, ci aspettava un'altra realtà, totalmente diversa dalle nostre aspettative, in cui non eravamo ben accetti, ma dalla quale, al contempo, non potevamo sfuggire subito, ma solo dopo aver fatto “un qualcosa”.questa è tutt'altra tragica esperienza, o meglio, tutt'altra storia!!!!!
Vaggagini 2006
sedia di André
giorno, finalmente ho fatto l'esercizio con Andr?Non ho fatto quello sulla sedia, ho fatto invece quell'altro che entri in una stanza per sbaglio e ti senti in imbarazzo.'inizio mi sentivo sul serio in imbarazzo, mi venivano tutti i pensieri di "guardare ai miei compagni negli occhi, viso rilassato, non mimare", che sempre dice Andr?e cos?ero molto immobile. lui ha cominciato a dire "VAI! FAI! SU!..." al suo modo veloce che non ti fa pensare e li mio corpo si cominciava a muovere stranamente a scatti.ì ho cominciato a traquillizzarmi, ero già davanti a tutti e mi muovevo senza nessuna regola né simmetria.mi ha fatto cantare, potevo anche farlo in spagnolo.quello di non pensare serve, perchého cominciato con la prima cosa che mi è passata per la mente "la vaca lechera". Questa canzone ha anche i suoi gesti che ho cominciato a fare timidamente, poi André mi ha chiesto di farlo senza gesti, con gesti, senza, con gesti. e grazie alla sua guida stavo li rilassata ballando e cantando.stata davvero bene, mi sono divertita tanto, il gioco di esser noi stessi di non pensare. pare che quando facciamo la nostra presentazione(sulla sedia o entrando per sbaglio) vengono fuori in un modo o nell'altro gli esercizi che facciamo in gruppo con André.quei movimenti che ci fa fare sempre, che mi sembravano un po' in disordine: quando ho fatto l'esercizio ho visto il loro senso.ho finito ho capito (mi ha detto Valentina) perché quello di aprire un po' la bocca ti fa sembrare più buffo, e serve anche per respirare meglio.i Ciarlatani, il primo giorno mi facevano proprio paura, quando urlavano a quello che usciva a fare il suo provino, allora mi sono nascosta un po' sabato scorso, venivo con il pensiero che dovevo uscire, volevo provare; e poi hanno anche detto che era il loro ultimo giorno(mi piacerebbe che tornassero).ti ringrazio tanto per tutto questo che stai facendo, per me: molto bello, e tutta la gente bravissima che ci stai facendo conoscere! Mi sento davvero fortunata di fare questo corso. uscita in coppia con Valentina, lei faceva il ruolo del Bianco ed io l'Augusto. Con loro ho capito che dobbiamo fare movimenti puliti, nel senso di non volere esagerare quello che facciamo; infatti quando esageriamo per fare ridere, non ride nessuno. Mi ?piaciuto il lavoro in coppia, vedo tutto un filo di connessione fra le lezione teoriche e la pratica: l' importanza della comunicazione, l'ascolto (sia la coppia, sia quello che ci guarda), il contatto con gli altri. Questo secondo giorno mi sono piaciuti tanto Alex e Checco, li ho visti anche più aperti a noi. sensazione prima di uscire, la paura di non fare ridere e la vergogna al ridicolo; mi considero una persona abbastanza indecisa e fifona e questa esperienza, mi sta facendo aprire molto e a vedere le situazioni di un modo meno catastrofico, e a rilassarmi davanti agli altri.vediamo domani, un abbraccio
“Il viaggio dei diversi”
a Tutti!
Spero di vedervi da venerdì a domenica per le prove dello spettacolo. Chi non può venire venerdì, cerchi di essere presente sabato e domenica. Il meglio sarebbe di essere presente in tutte le date che abbiamo fissato. Nel caso dobbiate mancare vi chiedo di avvertirmi.
Questo, come avete visto, è un lavoro che dipende dalla vostra creazione. Posso aggiustare, darvi suggerimenti e unire in un unico recipiente ciò che create, ma non posso essere in scena al vostro posto, anche perché questo spettacolo rappresenta quello che stiamo creando insieme.
Perciò è veramente importante la vostra presenza.
Ciò che sarà presentato il 16 è una conseguenza di questi nostri giorni di lavoro e della capacità di devolvere al pubblico la nostra piena, semplice e originale stupidità. Questo nasce nel momento in cui accettiamo di non usare più il pensiero per tradurre i nostri discorsi in gesti convenzionali, ma quando usiamo il corpo per far trasparire ciò che non riusciamo più a tenere, e che a quel punto esce in modo individuale e pieno di irregolarità.
La vita che vediamo in uno spettacolo classico tante volte non porta alcun alimento artistico, ma soltanto rappresenta ciò che già si conosce, e vedere il modo originale in cui un bambino osserva ed esperimenta la vita intorno spesso ci stupisce..!! Esattamente perché lui in quel momento trascende le convenzioni, vivendo in modo completo quel presente! Questo naso rosso ci permette la stessa opportunità, e allora create con l'azione, e non con il pensiero! Perché il pensiero è gia interpretativo.
La stupidità è uno stato che inibisce la preparazione ed esalta il nucleo della nostra identità.
Questa comicità personale, è quello che il pubblico più ammira nel clown: è sentire l'identificazione con l'uomo nel suo quotidiano, che si trova prima del pregiudizio e leggermente dopo la naturalità. Questa è Un'Arte Comica diversa dalle altre perchè ci porta a ridere di noi stessi. Buon viaggio…!!
abbraccio, a venerdì!é
Ridere per la speranza
Ridere qui, fra amici lontani dai nostri carimiei, una risata la possiamo sempre fare,nell'ombra della vita ma non dobbiamo a lungo stareda queste mura speriamo in un futuro migliore una candelaperché l'ombra si può illuminarel'amaro diventa dolce se lo sappiamo cambiareaspettando l'alba camminando sulla riva del mareil buio diventa luce se possiamo aspettareperché non siamo angeli e tutti potremmo sbagliareè grande e ci ha dato un cuore e tutti potremmo amareinsieme e impariamo a far ridereé fare il clown aiuta a capire.
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